Come la pandemia sta modificando le abitudini degli atleti? Parla il Dott. Marco Bologna

In questo momento storico, così delicato e difficile, bisogna fare i conti con una nuova quotidianità, fatta di nuove abitudini e un nuovo stile di vita. La sanno bene i nostri giovani atleti che, da ormai un anno a questa parte, si sono riadattati: dagli allenamenti online a una maggior attenzione all’alimentazione, senza dimenticare aspetti legati a una nuova socialità, in pista ma non solo. A raccontare tutto ciò è il Dott. Marco Bologna, medico sociale dei Diavoli Sesto, intervistato per l’occasione.


Come sono cambiate le abitudini degli atleti? Questa pandemia, purtroppo, ha inciso in modo significativo sulle abitudini dei nostri atleti, in particolare adolescenti. Sono aumentatele le cosiddette ‘sedentary alternatives’: passatempi che portano a maggior sedentarietà, come il guardare la televisione, giocare ai videogiochi o incontrare gli amici tramite social. Sono aumentati anche l’incidenza del sovrappeso, il ritiro sociale e gli stati d’ansia. Esisteva già un problema di carenza di Vitamina D che sicuramente è stata peggiorato dalle diminuite occasioni di prendere un po’ di sole e di fare attività fisica all’aperto. Un quadro sicuramente non ottimale. Dobbiamo lavorare molto con gli adolescenti per riuscire a far avere loro una nuova vita sociale e sportiva, indispensabili alla loro età, bisogna inoltre aiutarli a superare le ansie e le cattive abitudini adottate in questo periodo.


Cosa possono fare gli atleti per affrontare al meglio quel che resta della stagione? Sicuramente è importante che i ragazzi si impegnino negli allenamenti più di quanto facessero prima e che curino attentamente l’alimentazione. Spesso, dovendo stare a casa, si indulge nell’uso del ‘Junk food’, cibo spazzatura come merendine, patatine fritte, Energy drink e simili. Sostanze altamente energetiche ma prive di minerali e vitamine e ricche di grassi e colesterolo. Non dimentichiamo, poi, l’importanza di un buon riposo. L’atleta adolescente ha bisogno di almeno otto ore di sonno. Il cambiamento dei ritmi di vita e la DAD hanno sicuramente inciso in modo negativo su questo aspetto. La prevenzione è fondamentale e i ragazzi e le famiglie possono sfruttare questo periodo per approfondire questo tema ed eseguire quei controlli, necessari in adolescenza, che spesso vengono disattesi. A questo proposito abbiamo avuto un incontro con le famiglie dei nostri atleti rossoneri per presentare un progetto che viene incontro a questa esigenza.


Il ruolo di genitori e allenatori: come possono dare un sostegno ai ragazzi? Per quanto riguarda gli allenatori il loro compito è prima di tutto quello di seguire i ragazzi facendo fare loro attività fisica, con un lavoro mirato e intenso, in modo che possano riprendere una corretta forma fisica ed essere pronti ad affrontare le partite. Un’attenzione deve essere data anche all’ambiente che si crea affinché i ragazzi vadano volentieri agli allenamenti e si limiti il problema dell’abbandono sportivo. Ci deve essere, inoltre, una grande sensibilità e disponibilità a cogliere eventuali segni di malessere e parlarne con i ragazzi e i genitori. I genitori devono motivare i giovani e condividere la loro voglia di riprendere, per quanto possibile in questo momento, una vita normale, Rassicurarli che comunque ci sarà un ritorno alla normalità e aiutarli a staccarsi dalle ‘sedentary alternatives’. È necessaria un’alleanza tra adulti, genitori e allenatori, nel pieno rispetto dei ruoli per il bene dei ragazzi che devono ricevere messaggi univoci e non contradditori. I ragazzi devono cogliere che intorno a loro c’è una rete di protezione che li sostiene anche nei momenti difficili.


Come è nata la collaborazione con i Diavoli Sesto? Ho conosciuto il presidente, Antonio Romeo, qualche anno fa, il mio studio medico è a 200 metri dalla sua gelateria e così parlando abbiamo avuto occasione di scambiarci idee sullo sport giovanile. Mi ha chiesto poi di aiutarlo in questo periodo con la stesura del protocollo sanitario anti Covid e in questa occasione ho conosciuto Mattia Mai, direttore sportivo, col quale ho trovato una buona intesa, da qui è nata la collaborazione e questa avventura. Dopo la stesura del protocollo abbiamo deciso di lavorare con i ragazzi e per i ragazzi con progetto che ha come perno la prevenzione e prevede una visita medica, dei test atletici, e dei momenti di incontro sia con le famiglie che con i giocatori per parlare di vari temi quali l’alimentazione, l’uso di integratori e altre sostanze, l’ansia da prestazione, la prevenzione in adolescenza e così via. Vogliamo che diventino dei bravi giocatori e dei giovani in salute!


CV Marco Bologna

  • Laurea in Medicina e Chirurgia presso Università degli Studi di Milano

  • Specializzazione in Scienza dell'Alimentazione presso Università degli Studi di Milano

  • Master II° livello in Auxologia ed Endocrinologia Pediatrica conseguito presso l'Universtà degli Studi di Chieti

Attualmente collabora con alcune società sportive, oltre che con la FIGC come responsabile dell’Area Medica del Settore Giovanile e Scolastico della Lombardia.


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